Abolaffio Vittorio detto Rinaldo

23 marzo 1921 - [?]

Informazioni

Titolo di studio: Licenza ginnasio

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 giugno 1944 - 21 aprile 1945)

Vittorio Abolaffio, «Rinaldo», da Guido e Bianca Cesarina Tavanti; nato il 23 marzo 1921 a Firenze. Licenza ginnasiale. Tecnico tessile. Nel 1943 residente a Voghera (PV). Di famiglia israelita, con la promulgazione delle leggi sulla razza, nel 1938, venne considerato come appartenente alla «razza ebraica» e privato di alcuni diritti. Lo stesso anno, di conseguenza, fu espulso dal liceo classico che frequentava a Milano, e non potè proseguire gli studi.
Si impiegò in un cotonificio a Vogherà, dove lavorò sino all'8 settembre 1943 quando fu costretto ad abbandonarlo per non cadere nelle mani dei tedeschi.
Si trasferì a Castelluccio (Porretta Terme) dove il padre Guido si trovava sfollato, e poi a Firenze.
Dopo l'arresto e l'internamento ad Auschwitz (Polonia) del padre, tentò invano di espatriare in Svizzera. Entrato in contatto con Remolo Trauzzi , un dirigente della brg GL di Bologna, venne inviato nella zona di Porretta Terme dove operavano la brg Toni Matteotti Montagna e la brg GL Montagna. Aggregatosi alla Matteotti, partecipò alle principali azioni di questa formazione. Nell'ottobre 1944, quando la brg si trovava a Porretta, nella zona occupata dalla 5a armata americana, ebbe il compito di organizzare un nucleo di polizia partigiana.
Nello stesso periodo fece pure parte del CLN comunale, in rappresentanza del PdA. Dal CLN ebbe inoltre l'incarico di sovraintendere ai servizi di polizia urbana, sanità e igiene, assistenza ai profughi e controllo dei prezzi nella zona di Porretta. Nel gennaio 1945 assunse la direzione dell'Ufficio patrioti, un organismo che doveva assistere i partigiani smobilitati per favorire il loro inserimento nella vita civile o l'arruolamento nell'esercito italiano.
Il 21 aprile 1945 con la brg Matteotti partecipò alla liberazione di Bologna.
Riconosciuto partigiano nella brg Toni Matteotti Montagna dall'1 giugno 1944 alla Liberazione con la qualifica di commissario politico e col grado di sottotenente. [O]

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