Altare di San Bruno

Altare di San Bruno

Scheda

L'altare di san Bruno, posto a destra dell’ingresso nell'omonima cappella, in origine era intitolato a san Giovanni Battista, in quanto conteneva la grande pala di Ludovico Carracci (1555-1619), La predica del Battista, oggi alla Pinacoteca Nazionale. Successivamente venne sostituito con la tela rappresentante La Vergine appare a S. Bruno commissionata a Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), anch’esso confluito alla Pinacoteca Nazionale. La Predica in occasione dell'esecuzione della pala del Guercino fu collocata sull'altare maggiore dell'attuale cappella di san Giuseppe. Attualmente nell’ancona cinquecentesca si ammira l’Apparizione di Cristo a S. Bruno, attribuito al Cesi (1566-1629), pesantemente ridipinto da Filippo Pedrini nel XIX secolo. Ai lati della pala d’altare sono collocate due tele rappresentanti i due evangelisti Giovanni e Luca, dipinti dal napoletano Nunzio Rossi (1626 - post 1651). La base dell'altare è decorata da un ricchissimo paliotto in scagliola dove, tra racemi e girali di fiori è posta al centro la rappresentazione di San Bruno portato in cielo dagli angeli. Sia questo paliotto sia quello simile che decora l'Altare di san Girolamo, sono attribuiti a Domenico Pianon, attivo a Bologna alla fine del XVII secolo, che qui esegue i suoi capolavori e uno degli esempi migliori tra le scagliole bolognesi giunte fino a noi. Ne La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture (1793), l'autore ci consegna anche una storia poco nota: Sarebbesi veduto su questo Altare una stupenda Tavola di Guido Reni, se la morte non rapiva un sì rinomato professore, prima che l'avesse compita; ed il Malvasia, che ne scrisse la vita, attesta d'averla veduta bozzata, e prima, e dopo la sua morte. Rappresentava questa il Santo Patriarca trionfante de' tre comuni nemici, Demonio, Mondo, e Carne: la qual opera bozzata passò poi nella mani di Giovan - Andrea Sirani suo discepolo, e da questo fu venduta in Francia. Poco più avanti Crespi ci descrive però qualcosa di diverso in quanto fatto per questa Chiesa col Santo Fondatore in atto di calpestare Demonio, Mondo, e Carne, la quale, rappresentata la femmina non del tutto modestamente coperta, non incontrando perciò l'approvazione di que' tanto costumati Religiosi, che furono a vedere il Bozzo, e che desideravano assolutamente tutta coperta (…) il valente Professore (…) non volle più terminarlo. Sempre nella guida del 1793 veniamo a conoscenza che qui era collocato anche il piccolo San Bruno in preghiera di Elisabetta Sirani, datato 1657 (inv. 622), ora nei depositi della Pinacoteca Nazionale.

Roberto Martorelli

Novembre 2011

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Il Piccol Reno - Foglio settimanale. Nn. 14 - 26, 1845. Tipografia San Tommaso D'Aquino, Bologna