Altare di San Girolamo

Altare di San Girolamo

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La Chiesa di S. Girolamo - pdf 3.7 mb
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Piccol Reno (Il)
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Il Piccol Reno - Foglio settimanale. Nn. 14 - 26, 1845. Tipografia San Tommaso D'Aquino, Bologna

Il grande altare cinquecentesco contiene una copia fedele della celebratissima Comunione di san Girolamo di Agostino Carraci (1557-1602). La replica si deve al bolognese Clemente Alberi (1803-1864), che la eseguì nel 1824 in sostituzione dell'originale che nel 1796 fu portata a Parigi e che solo nel 1815 rientrò dal Louvre per confluire nella nascente Pinacoteca Nazionale. Ai lati della pala d’altare sono collocate due tele rappresentanti i due evangelisti Marco e Matteo, dipinti dal napoletano Nunzio Rossi (1626 - post 1651). La base dell'altare è decorata da un ricchissimo paliotto in scagliola dove, tra racemi e girali di fiori è posta al centro la rappresentazione di San Girolamo nel deserto. Sia questo paliotto sia quello simile che decora l'Altare di san Bruno, sono attribuiti a Domenico Pianon, attivo a Bologna alla fine del XVII secolo, che qui esegue i suoi capolavori e uno degli esempi migliori tra le scagliole bolognesi giunte fino a noi.
Luigi Crespi ne La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture (1793), così scrive in merito alla pala di Agostino Carraci, dipinta tra 1591 e 1592: ella è senza esagerazione sì maestrevolmente istoriata, caratteristicamente disegnata, e teneramente colorita, che fa stupire qualunque sguardo intelligente, siccome fece atterrire, allora quando dipingevala, il Cesi Pittore, ed ingelosire lo stesso fratello Annibale a segno, che dal primo si usò ogni arte, perchè i Monaci non lo prendessero, e dal secondo ogn'industria per persualderlo a lasciar il dipingere. (…) Egli fece questo Quadro, allorchè fu di ritorno a Venezia, e veramente vi si vede l'impressione, che in lui avevano fatta le maniere di Tiziano, e di Paolo; onde a tutta ragione viene giudicata dagl'intendenti questa per la più bell'opera, che si facesse giammai.

Roberto Martorelli

Novembre 2011

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