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I bombardamenti su Bologna raccontati da Giorgio Righi
BIBLIOGRAFIA
Bologna ferita. Fotografie inedite 1943-1945
D'Ajutolo F.
1999 Bologna Pendragon
Gli anni della guerra (1940-45): bombardamenti e sfollamenti
Manaresi F.
1993
La prima incursione aerea su Bologna, (16 luglio 1943)
Gentili G.
1993
La protezione antiaerea
Manaresi F.
1995 Bologna Patron
Le incursioni aeree su Bologna alla luce di nuovi documenti
Manaresi F.
1982
Monumenti a Bologna. Distruzioni e restauri
Barbacci A.
1977 Bologna Cappelli
Obiettivo Bologna. "Open the doors. Bombs away!"
Mazzanti G.
2001 Bologna Costa
Uscire dalla città: lo sfollamento,
Maggiorani M.
1995 Milano Franco Angeli

Non è possibile indicare il numero esatto dei bombardamenti aerei subiti da Bologna tra il luglio 1943 e la fine del conflitto perché furono numerosissimi negli ultimi mesi. Inoltre, a volte un bombardamento era compiuto in più ondate con lunghi intervalli tra una e l’altra.
È noto solo il numero dei raid fatti da grosse formazioni tra il 15 luglio 1943 e il 18 aprile 1945.
Furono 32, ma il numero sale a 93 conteggiando le incursioni medie.
I bombardamenti diurni, solitamente, erano opera degli americani i quali usavano prevalentemente i quadrimotori B 17, le cosiddette "fortezze volanti".
La RAF inglese, specializzata nei bombardamenti notturni, aveva molti aerei a larga autonomia e grande capacità di carico, tra i quali i Lancaster, i Wellington e gli Halifax.
Il primo bombardamento fu compiuto di notte - tra il 15 e il 16 luglio 1943 - da 6 Lancaster partiti dall’Inghilterra e atterrati in Algeria.
Furono colpiti impianti elettrici e ferroviari in via Agucchi e in via del Milliario. Morirono una decina di cittadini e una ventina riportarono ferite.
Il 24 luglio 1943 decollarono dalla Tunisia 51 B 17 per colpire la stazione ferroviaria. Per un errore dell’aereo guida, parte delle bombe furono scaricate sul centro cittadino. I bolognesi morti furono 180.
L’incursione più disastrosa avvenne la mattina del 25 settembre 1943 quando 71 B 17 arrivarono sulla città senza essere avvistati, per cui scaricarono le bombe con i cittadini ancora nelle case o per le strade. I morti furono 936.
Dall’ottobre 1944 - quando venne a trovarsi a pochi chilometri dalla linea del fronte - la città subì pochi grossi attacchi dal cielo, anche se fu quotidianamente martoriata da piccoli raid, ai quali prendevano parte aerei di medie dimensioni, i cacciabombardieri, tra i quali i Lightning P 38 e i Thunderbolt americani.
Negli ultimi mesi del conflitto Bologna fu sorvolata tutte le notti da un aereo di piccole dimensioni - i bolognesi lo chiamavano Pippo - che si limitava a sganciare una o due bombe, quasi sempre a casaccio.
All’inizio del 1944 le basi dei bombardieri anglo-americani furono sistemate in Puglia e quelle dei caccia - a partire dal settembre-ottobre 1944 - in Toscana. I caccia più usati furono gli Spitfire inglesi ed i Mustang americani.
La sera del 21 aprile 1945 un aereo tedesco fece un volo sulla città liberata e lanciò una bomba.
Le bombe d’aereo distrussero 1.271 fabbricati a Bologna. 1.501 quelli semidistrutti e 2.405 quelli lesionati. Numerosissimi i monumenti distrutti e lesionati.
Il costo in vittime è stato altissimo: vi sono stati  2.481 morti e 2.074 feriti.
Quasi tutti i centri della provincia furono colpiti da bombardamenti, anche se furono particolarmente presi di mira Casalecchio di Reno e Imola.
Alle 7 del mattino del 23 aprile la sirena dà l'ultimo segnale di cessato allarme aereo. 
[Nazario Sauro Onofri]

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