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Vincenzo Martinelli

Il Monumento a Vincenzo Martinelli di Pietro Fancelli e Luigi Busatti. Certosa di Bologna, Chiostro Terzo. Dal canale You Tube "Storia e Memoria di Bologna". 

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Vincenzo Vela - Monumento Murat

Vincenzo Vela, Monumento Murat, 1865. Certosa di Bologna, sala del Colombario.

DOCUMENTI
L’alloro, come altre piante sempreverdi, è legato all’idea d’immortalità. Come racconta il mito, con la metamorfosi di Dafne quest’arbusto è diventato sacro ad dio Apollo e simboleggia la gloria e il trionfo che derivano sia dalle attività politico-militari sia dalle doti artistiche. Con i suoi rami infatti si coronano i vincitori dei giochi e gli eroi, i cantori e i poeti, i condottieri e i saggi. Inoltre la natura apollinea dell’alloro ne fa un simbolo di saggezza e di divinazione: la Pizia ne mastica le foglie durante la sua attività divinatoria. Inoltre, ha anche un significato di purezza fisica e spirituale: le vestali, pure nel corpo e nello spirito, erano coronate d’alloro. Nella tradizione romana è soprattutto simbolo di vittoria e di trionfo e simboleggia particolarmente la pace che deriva e che corona l’impresa militare. La personificazione della vittoria porge, infatti, una corona d’alloro. Il legame con la musica, la poesia e la vittoria si è mantenuto pressoché intatto nel corso dei secoli. Ed è con questo valore che rami e corone d’alloro si trovano abbondantemente nelle tombe di rappresentanti o protettori delle arti e sui monumenti funebri di condottieri e di uomini politici lungo tutto il XIX secolo.

Gian Marco Vidor

Opere