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Diego Sarti - Monumento Montanari

Diego Sarti (1859 - 1914), Monumento Montanari, 1891. Certosa di Bologna, Chiostro VII.

DOCUMENTI

Il caduceo è un simbolo molto antico con una storia complessa, sia sotto il profilo delle forme sia sotto quello delle interpretazioni e dei significati. Nell’antichità classica, come sottolineato dalla stessa etimologia (dal latino caduceum, alterazione del greco kerukeion), il caduceo è emblema degli araldi, degli ambasciatori e degli inviati in generale: persone il cui corpo e la cui funzione erano generalmente considerati intoccabili e sacri. Ed è a Hermes-Mercurio, messaggero degli dei, che questo bastone è direttamente e generalmente associato, ma la sua origine sarebbe ben precedente alla cultura greca. Infatti, già agli inizi del XX secolo, l’archeologo americano Arthur Frothingham ipotizza la derivazione iconografica del caduceo dal Vicino Oriente: è presente nella civiltà sumerica, legato alla divinità della fertilità Ningizzida e rappresentato sui sigilli e su alcune opere d’arte di epoca babilonese. Inoltre l’iconografia dei due serpenti attorcigliati si ritrova anche nell’Egitto Predinastico (3900 – 2950 a. C.).
Il mito classico racconta che Hermes, visti due serpenti in lotta, li avrebbe separati con la propria verga e questi si sarebbero attorcigliati sulla stessa. Il combattimento può essere letto come la rappresentazione del caos, mentre la disposizione attorno al bastone degli elementi opposti, i due serpenti, starebbe ad indicare il raggiungimento di un equilibrio. Legato probabilmente all’origine agraria del culto del dio, il caduceo è anche simbolo di fertilità e con questo significato il bastone è in alcuni casi sostituito da un pene in erezione.
Secondo Omero, grazie alla sua bacchetta Hermes “incanta a suo piacere gli occhi dei mortali o sveglia coloro che dormono” (Iliade, XXIV, 343-344). I due serpenti infatti potrebbero rappresentare la natura knotia e urania del dio, la sua capacità di attraversare il confine tra il mondo della luce e quello della tenebre: nell’Antica Grecia si ricorda il culto reso ad un Hermes Bianco ed un Hermes Nero. Alla sua funzione di messaggero delle divinità, che estende fino agli inferi, si aggiunge quella altrettanto importante di psycopompo, cioè di guida delle esseri verso l’oltretomba. In alcuni casi egli ha anche la capacità di condurre quelle stesse anime per il cammino inverso, in direzione della luce.
La fortuna di questo simbolo nell’arte occidentale è indiscutibile. Declinato in molte varianti iconografiche e utilizzato secondo letture differenti, il caduceo è presente abbondantemente nella simbologia funeraria degli ultimi due secoli. E’ spesso costituito di bastone, ali, piccola sfera, serpenti e cappello: il bastone rappresenterebbe il potere, i due serpenti la prudenza, le ali la diligenza, il copricapo il pensiero elevato. E queste interpretazioni ne farebbero il simbolo della buona condotta.
Inoltre il caduceo, spesso associato alla cornucopia, è utilizzato nell’arte occidentale quale emblema del commercio e del successo nelle attività mercantili e produttive. Può essere anche genericamente presente in iconografie e personificazioni legate ai trasporti.
Il Ripa utilizza la verga di Hermes nelle personificazioni della Fama Chiara, Felicità Pubblica, Forza sottoposta all’Eloquenza. Infine, il caduceo può anche essere associato al dio Esculapio, alla medicina e alla farmacia. In questo caso però, la verga presenta un singolo serpente, che spesso è chiamato da solo a rappresentare le arti della guarigione.

Gian Marco Vidor

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