Scheda

Nella cultura classica è legato agli dei degli inferi ed è ugualmente consacrato al dio Mitra che sarebbe nato proprio in quest’albero. Ovidio nelle Metamorfosi racconta la storia di Cyparissus: inconsolabile per aver accidentalmente ucciso un cervo a cui era legato da profonda amicizia, chiede agli dei che il suo lutto sia eterno, e viene così trasformato in un albero longevo che Apollo consacra ad essere il simbolo del dolore generato dalla morte: il cipresso.
Questo suo legame con il mondo dei morti è legato a molti fattori. E’ simbolo d’immortalità in quanto è un albero sempreverde, resinoso ed estremamente longevo, il cui legno è considerato incorruttibile. Inoltre potrebbe essere associato alla morte anche perché il suo tronco una volta tagliato non possiede la capacità di gettare polloni dalla sua radice. Già in epoca greco-romana era presente nelle necropoli e sulle tombe, tradizione che si è mantenuta nel mondo cristiano. Compare spesso nelle rappresentazioni dei martiri e il Ripa lo lega alla rappresentazione della Disperazione.
Rami, corone o semplici bacche di cipresso sono riscontrabili anche nell’arte funeraria ottocentesca, in cui più raramente è rappresentato l’albero intero.

Gian Marco Vidor
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Vincenzo Martinelli

Il Monumento a Vincenzo Martinelli di Pietro Fancelli e Luigi Busatti. Certosa di Bologna, Chiostro Terzo. Dal canale You Tube "Storia e Memoria di Bologna". 

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