La Moda a Bologna

La Moda a Bologna

1796 | 1951

Scheda

La Rivoluzione industriale, la Rivoluzione francese, l'arrivo delle truppe napoleoniche a Bologna, scossero l'economia tessile ed il gusto nell'abbigliamento dei cittadini felsinei. Il concetto di 'moda' come oggi la intendiamo - cioè un continuo susseguirsi stagionale di cambi di stili e colori nell'abbigliamento e negli accessori - nasce proprio alla fine del '700, diffondendosi dall'Inghilterra e dalla Francia. In questi anni Bologna assiste al tramonto dell'industria serica, proprio perchè la produzione locale di altissima qualità risultava troppo costosa per abiti che non dovevano più passare di madre in figlia, ma durare lo spazio di pochi anni, se non mesi. Gli anni della Restaurazione dopo il 1815 furono poi deleteri anche per le ultime manifatture tessili sopravvisute, quale la Manservisi, che sopravvisse fino alla fine del XIX secolo solo come negozio in città.

Ancora nel 1806 la produzione della seta è però il distretto indutriale più importante, con 19 stabilimenti di tessitura (4321 operai), oltre a quelle di filatura con 1200 addetti, ed infine circa 1500 persone impiegate nella lavorazione della canapa, del lino e del cotone. Ad eccezione della seta, il restante comparto produceva solo per il mercato locale e quindi gli artigiani che lavoravano conto terzi i semilavorati, si trovarono in situazioni sempre più difficoltose. Tale crisi coincise anche con le soppressioni delle 'Arti', sintomo che esse non servivano più a proteggere le aziende e gli artigiani che vi erano obbligatoriamente iscritti e che vennero sostituite con la Camera di Commercio a partire dal 1812.

Nel 1844 su una popolazione di 71.574 persone risultavano 256 parrucchieri, barbieri e profumieri; 4.253 sarti e cucitrici, 3.549 calzolai e calzettai; 614 cappellai e berrettai. In città erano presenti negozi e botteghe di tessuti e abiti, ma nulla di grandi dimensioni in quanto gran parte della popolazione ancora realizzava gli abiti in proprio, acquistando nelle mercerie le parti necessarie. Nel corso dei decenni le riviste di moda presero piede e furono sempre più illustrate, consentendo sia alle sartorie che ai privati di rimanere continuamente aggiornati. All'inizio dell'800 il sarto più noto in città era Pietro Agostini che si trovava al 1093 di Borgo Sàlamo di fianco a Palazzo Pietramellara, cioè nell'odierna via Farini. Sarà solo dopo il 1859, con l'adesione di Bologna al Regno d'Italia che si assiste ad un vero e proprio sviluppo della 'moda' in città, in quanto l'abolizione delle dogane tra uno stato e l'altro e la costruzione della ferrovia consentirono ai commercianti ed agli artigiani di approvvigionarsi delle merci in meno tempo e con minor spesa, anche recandosi personalmente all'estero. Lo sviluppo economico si riflette poi su una popolazione sempre più inserita nel ciclo economico, consentendo anche di rivolgersi ai beni voluttuari quali i profumi, i vestiti e gli accessori.

Illuminante è la 'Guida illustrata di Bologna - Storica artistica industriale che nel 1892 viene pubblicata dalla Tipografia Successori Monti '. Diversamente dalle guide ordinarie la descrizione è inframezzata dalle più interessanti vetrine e ritrovi che il passante trova lungo il percorso. Al termine vi sono capitoli a parte dedicati agli aspetti più finanziari (banche) ed industriali. Due piante separate segnalano poi i monumenti e le attività commerciali. Da questo volumetto appare un ritratto di città in fermento, ma che nell'ambito dell'abbigliamento non è riuscita ancora a creare vere e proprie industrie della moda, anche se sono presenti i primi 'grandi magazzini' e sono segnalati alcuni atelier veri e propri, cioè studi non aperti su strada dove la clientela poteva ordinare modelli esclusivi.

Oggi come allora le vetrine più importanti si trovavano nella zona dell'Archiginnasio e la 'Guida' segnala due attività commerciali legate all'abbigliamento poste sotto il portico del 'Pavaglione': "Incominciando da via Farini. Il primo è dei Successori Baroni dalle splendide vetrine a specchi. Ma, più che un negozio, questo ha diritto di chiamarsi un grande e ricco magazzeno di tutto ciò che l'arte della moda femminile, quest'arte figlia del buongusto e sorella del capriccio, immagina per rendere seducente una donna. Ed ecco la ragione per cui dal mattino a tarda sera e un viavai per questo negozio di signore della nostra più eletta società, è un soffermarsi di carrozze aristocratiche. Là dentro sono copiosissimi assortimenti, veramente colossali, di stoffe e di vestiti, confezionati alla più scrupolosa moda inglese e parigina, perchè alle più importanti fabbriche estere e nazionali vanno ad assortirsi personalmente i Successori Baroni, di cui gli eleganti e vasti magazzeni, sono amministrati dai soci stessi con scrupolosa e proverbiale esattezza e con un ordine che dimostra rara abilità commerciale, quale si richiede ad una così grande azienda". "Accenneremo anche alla importante Ditta Luigi Pitani, i cui vasti magazzeni si aprono all'angolo del Palazzo dell'Archiginnasio. essa attira gli sguardi del forestiere con le grandi vetrine, che lasciano indovinare tutta la ricchezza degli assortimenti di stoffe di questa Casa, fondata fino dall'anno 1868, che ha una figliale anche a Firenze. La Ditta Pitani, fornita abbondantemente di abiti da uomo, confezionati da abili tagliatori, pubblica trimestralmente nientemeno che centomila cataloghi, che distribuisce gratis. E ciò basta a delineare la sua importanza commerciale".

Poco distante, "nella Corte Galluzzi N. 4, è il bellissimo Magazzeno parigino dei Coniugi Spadoni, con fabbrica di cappelli tanto di feltro che di paglia. Questo Magazzeno ha una numerosa clientela di signore, le quali prediligono l'esattezza della lavorazione congiunta al buon gusto parigino". Pochi passi fino in via Farini e la 'Guida' segnala la Calzoleria Scandellari "provvista di calzature confezionate, estere e nazionali; ed è assai frequentata da una distintissima clientela, poichè le commissioni vengono eseguite con la massima eleganza precisione ed accuratezza. In detto negozio trovasi pure un assortimento di calzature per bambini, unica specialità". Al n. 16 della stessa via "facendo angolo anche con la piazza recentissimamente aperta con l'atterramento delle casupole che sorgevano di fianco alla Cassa di Risparmio, s'apre l'importante Magazzeno Policardi, un aristocratico negozio di mode femminili, il di cui propietario nulla trascura per mantenersi sempre al corrente con tutte le ultime novità della moda nazionale, inglese e parigina. Questo del Policardi è un magazzeno riccamente assortito che, tra la sua numerosa clientela, vanta non solo le più distinte signore di Bologna, ma anche quelle di altre importanti città, le quali vi ritrovano ricchi assortimenti di stoffe delle migliori fabbriche, ed abiti confezionati con seria arte e buon gusto".

Ancora, "Al N. 12 in via Altabella è la importante Fabbrica di cappelli per signora con Modisteria del signor Enrico Zanetti, che di recente ha aperto un altro bellissimo negozio sotto le logge del Pavaglione, assortito di trine, merletti, piume, nastri elegantissimi d'ultima novità, perchè il Zanetti si reca ogni stagione a Parigi per farvi numerosi acquisti". Al primo piano della Casa Canton dè Fiori ad angolo tra via Rizzoli e via Indipendenza "trovasi l'Esercizio di Sartoria del sig. Vito Sala. Attratti dalla fama d'artista che egli gode, ci siamo fatti dovere visitarlo e abbiamo costatato che è fornito di Stoffe unicamente Estere e di tutto quanto esige la perfezione del lavoro, e che il nome che si è procurato gli è meritatissimo perchè può soddisfare qualsiviglia esigenza dell'arte. In via Manzoni, al n. 4 si poteva raggiungere la 'Ditta E. e C. Verati, "essa tiene un grande assortimento di pelliccerie, come ad esempio baveri, manicotti, boà, ecc., ed ha una specialità in mantelli per signora e paletots per uomo, che ripara e confeziona su misura. Nella stagione estiva questa Ditta conserva anche gli oggetti di pellicceria". In via Ugo Bassi, sotto il portico della Gabella di Palazzo Mattei si trovava "l'antico e grandioso magazzino con sartoria del sig. Filippo Vignoli, fondato nell'anno 1858. Questi magazzeni, cge certamente l?italia può vantare tra i primi, sono assortiti di stoffe provenienti direttamente da Case produttrici estere e nazionali. Il Vignoli ha inoltre una ricca provvistra di abiti da uomo già fatti, di coperte da viaggio, di plaies, di maglierie igieniche e di ombrelli, e prende ordinazioni di vestiari da eseguirsi nel minor tempo possibile. E' quindi utilissimo pei signori viaggiatori e forestieri". In via d'Azeglio si poteva raggiungere la "premiata Calzoleria Luppi, dalle vetrine elegantissime. Il Luppi è un coscienzioso e intelligente operaio che nulla ha mai trascurato perchè a Bologna questa industria sia rispettata. I suoi lavori finissimi e di buongusto sono da tutti apprezzati e perciò egli vanta una clientela delle più distinte, tra cui si notano i primi lions e le dame aristocratiche della città".

Non è quindi un caso che in questi anni si sviluppino alcune tipografie dedicate alla realizzazione di grandi affiches pubblicitarie: la più nota di tutte fu la Chappuis, che riuscì ad operare a livello nazionale, fino a rivaleggiare con la milanese Ricordi. Firenze 1951: per convenzione è in quell’anno che nacque la moda italiana. Le sfilate che si svolsero in quei giorni, infatti, ebbero l’effetto di ottenere importanti riconoscimenti internazionali. In una nazione uscita da pochissimi anni da un devastante conflitto mondiale, con tutti gli apparati industriali praticamente distrutti e in fase di ricostruzione, questo evento diede un impulso sul quale ancora oggi si fondano molti marchi. E da quella data iniziò anche una già tentata e finalmente osata progressiva “liberazione” dagli influssi della moda francese, che fino ad allora aveva praticamente esercitato un monopolio.

Bologna, che per secoli era stata la “città della seta”, non aveva certo goduto della notorietà di Milano e Torino come capitali dell’eleganza italiana, tuttavia, specie negli anni Trenta del '900 aveva assistito ad una stagione degna di stima, che aveva visto raggiungere la fama per più di una casa di moda petroniana. All’inizio del XX° secolo era iniziato il sogno di una moda nazionale e a Bologna non mancavano di certo già allora sia piccoli laboratori artigianali sia industrie del settore, tanto è vero che nel 1926, quando si svolse la prima edizione della Fiera al Littoriale (Stadio Comunale), furono parecchie le sfilate organizzate dalle sartorie cittadine.

Negli anni Trenta, come già detto, si ebbe un grande impulso e fu creato l’Ente Moda: nel 1934, poi, si costituì il Comitato bolognese delle Dame Patronesse della Moda, ovviamente formato dalle signore più in vista di Bologna, la cui presidenza venne assunta dalla contessa Camilla Isolani. In quel momento i più conosciuti laboratori di confezioni erano Buscaroli, Lamma, Liverani, Moretti e Policardi; prima ancora si era distinta la sartoria Guizzardi successori Baroni, che pur destinata a scomparire, avrebbe lasciato a chi veniva un prezioso bagaglio di creatività. Policardi, ad esempio, godeva della stima di Mafalda di Savoia, una cliente abituale; mentre Anna Bolognesi  vestiva - tra le altre nobildonne - le principesse Enrica ed Isabella Parma e la loro dama d’onore marchesa Della Rosa. Le maggiori sartorie organizzavano di frequente sfilate o presso i loro atelier o presso hotel di lusso ed invitavano la loro selezionata clientela con finissimi biglietti personalizzati.

In occasione della 'Fiera di Bologna', che nel 1939 era alla XII edizione, non mancavano le sfilate di moda e di presentazione delle ultime novità in termini di accessori e stile che le attività locali potevano offire. Poi, nel 1940, lo scoppio della seconda guerra mondiale e la conclusione di un’epoca. La moda però non era morta e, come abbiamo visto, solo sei anni dopo la conclusione del conflitto, si ripartì con spirito costruttivo e ancora e più forti di prima. Solo per citare alcuni tra i nomi più longevi: Gaetano Carloni per le confezioni maschili e Fermo Valli per i tessuti e gli abiti su misura ebbero grande seguito e i Valli ancora oggi, dal 1907, rimangono una meta obbligata ­per chi ama i capi sartoriali realizzati con cura.

Nell'immediato dopoguerra nel Palazzo del Podestà viene ospitata l'annuale 'Moda della calzatura', segno che a Bologna si stavano formando vere e proprie aziende del settore. Sono gli anni in cui nascono e crescono aziende come Furla e Gelosi Diva, che nel tempo sapranno imporsi ben oltre il territorio locale.

In collaborazione con Genus Bononiae Blog

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Sfilata di moda
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