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Ehi! ch'al scusa all'Esposizione
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Ehi! ch'al scusa (l') all'Esposizione - N. 3, Bologna 1 aprile 1888, Litografia Sauer e Barigazzi, Società Tipografica Azzoguidi.

Ehi! ch'al scusa all'Esposizione
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Ehi! ch'al scusa (l') all'Esposizione - N. 4, Bologna 26 aprile 1888, Litografia Sauer e Barigazzi, Società Tipografica Azzoguidi.

BIBLIOGRAFIA
La chiusura dell'Esposizione
Simoni F.
1987 Bologna Nuova alfa editoriale
Esposizione agraria e industriale della provincia di Bologna nell'anno 1869. Relazione della commissione
AA. VV.
1870 Bologna Tipografia Cenerelli
L'agricoltura all'Esposizione
Cazzola F.
1987 Bologna Nuova alfa editoriale
L'Esposizione illustrata delle Provincie dell'Emilia in Bologna, 1888. Periodico ufficiale per gli atti dei Comitati dell'Esposizione e dell'8. centenario dello Studio bolognese
AA. VV.
1888 Bologna Premiato stabilimento tipografico successori Monti
L'industria regionale alla fine del XIX secolo
Zamagni Vera
1987 Bologna Nuova alfa editoriale
Le donne bolognesi alle Esposizioni nella seconda metà dell'Ottocento
Liguori Maria Chiara
2000

Nel corso della seconda metà dell’800 le Esposizioni, locali, nazionali o universali, svolgono un ruolo di rilievo nel promuovere la produzione industriale e i commerci. Vetrine e scuole di iniziativa e progresso tecnico sono un evento al quale nessuna città vuole rinunciare e Bologna non è da meno.
Prima della famosa Esposizione del 1888 erano state organizzate alcune manifestazioni a carattere provinciale: una nel 1852, quella parziale del 1855 ed una completa l’anno seguente ed un’altra, già più consistente, nel 1869. Il comparto agricolo, data la specificità locale, si dimostra sempre il più consistente ma questo stimola man mano la riflessione circa l’importanza di affiancargli una valida industria, per lo meno nel settore conserviero e della trasformazione alimentare e nella meccanica, che può essere favorita dalle crescenti esigenze di queste produzioni.
L’Esposizione di agricoltura e industria dell’88, organizzata in concomitanza con le celebrazioni per l’ottavo secolo di vita dell’ateneo bolognese e l’inaugurazione della statua a Vittorio Emanuele, non solo è a carattere regionale, ma ospita anche una esposizione nazionale di Belle Arti ed una mostra internazionale di musica. Le Belle Arti sono alloggiate a San Michele in Bosco mentre le altre due manifestazioni sono organizzate presso i nuovissimi Giardini Margherita e le due sedi sono collegate tra loro da una tramvia a vapore e da una funicolare. L’ingegner Filippo Buriani è incaricato della direzione dei lavori di allestimento. Questi prevedono la costruzione di numerosi edifici temporanei e di decorazioni varie fatte realizzare da artisti di rilievo: a guardia del cancello principale vigilano le statue dell’Agricoltura e dell’Industria dello scultore Tullo Golfarelli e il piazzale dell’Esposizione sfoggia un’ampia fontana, opera di Diego Sarti, adorna di leoni, serpenti e sirene che troverà poi alloggio definitivo nei giardini della Montagnola.
L’Esposizione mostra innanzitutto alcune novità nel settore agricolo. La regione sta cercando di uscire dalla crisi adottando due diverse strategie: le provincie occidentali, fino a Modena, puntano sempre più sull’allevamento e sulla produzione casearia; la parte orientale, che continua a scommettere sulle colture, ne va introducendo di nuove, come i vigneti e la frutticoltura. Nonostante il visitatore sia accolto da una gigantesca pila di matasse di canapa, proposto come il prodotto caratteristico della regione, la svolta è già in atto e l’espositore che presenta 110 diverse varietà di frutta o la mostra sul ciclo produttivo del caseificio sono le premesse degli indirizzi che avrebbe preso l’agricoltura già nei decenni immediatamente successivi e che avrebbero caratterizzato la regione fino ai nostri giorni.
L’industria intanto si lega sempre più al settore della trasformazione e conservazione alimentare e nel padiglione del lavoro troneggiano il chiosco delle cioccolate Majani, che confeziona i suoi prodotti sul posto, e quello dei salsamentari bolognesi, che espongono, tra l’altro, un’enorme mortadella di oltre 150 kg. La meccanica è l’altro grande comparto: le officine presenti sono numerose e di rilievo, come la grande officina Calzoni. Le industrie tessili, che pure avevano ancora realtà produttive di grandi dimensioni, puntano ancora sulla canapa e la seta ma ormai si tratta di un settore in declino, con la seta sul viale del tramonto e la canapa avviata sul medesimo percorso.
Accanto alle attrattive esercitate dall’Arte e, soprattutto, dalla produzione, i visitatori subiscono molto più forte il fascino degli eventi mondani, come i festeggiamenti per l’ottavo centenario dell’Università o le manifestazioni sportive o spettacolari, ad esempio le ascensioni in pallone, che attrarranno il pubblico più folto di tutto il periodo di apertura.
L’Esposizione, inaugurata il 6 maggio alla presenza dei reali e del presidente del consiglio Francesco Crispi, chiude l’11 novembre dopo 189 giorni. I visitatori sono stati circa 500.000, ma la manifestazione si conclude con un grosso deficit, che verrà infine coperto dal Comune e Provincia di Bologna. Tuttavia, nonostante il fallimento economico, questa, come tutte le altre manifestazioni tenutesi nel corso dell’anno, compresi i restauri di diversi edifici pubblici, segna l’inserimento di Bologna sulla via della modernizzazione.

Maria Chiara Liguori

English text

During the second half of ‘800, the Exhibitions, local, national or universal, play an important role in promoting industrial production and commercial exchanges. Shop-windows, (initiative schools) and technical progress are an event no city wants to refuse to and even Bologna can’t do without it.
Before the famous Exhibition of 1888, some manifestations at provincial level had been organized: one in 1852, the partial one in 1855, a complete one the following year and another one, somewhat consistent, in 1869. The agricultural sector, seeing the local peculiarity, proves, as usual, the most consistent but this stimulates more and more the reflection about the importance to support it with a proficient industry, at least in the canning and alimentary transformation sector and in the mechanics, which can be helped by the rising necessities of these productions.
The agricultural and industrial Exhibition of ’88, organized at the same time of the celebrations for the eighth century of life of Bologna’s university and the unveiling of the statue dedicated to Vittorio Emanuele, not only is at regional level, but also counts in itself a national Fine Arts exhibition and an international music exhibition. The Fine Arts exhibition is located at San Michele in Bosco while the other two manifestations are organized in the (latest/new) Giardini Margherita and the two centres are connected each other by a steam tramway and by a funicular. Engineer Filippo Buriani is charged of the direction of the preparation works. These include the construction of a lot of temporary buildings and various decorations created by artists of a certain prominence: at the main gate, we find as guards the statues of Agriculture and Industry by sculptor Tullo Golfarelli and the large square of the Exhibition shows off a huge fountain, by Diego Sarti, decorated with lions, snakes and mermaids, which will definitively be situated in Montagnola Gardens. First of all, the Exhibition shows some novelties in the agricultural sector. The region is trying to get out of the crisis by adopting two different strategies: the western provinces, till Modena, are aiming more and more at breeding and dairy production; the eastern part, that keeps on counting on cultivations, is introducing some new ones, like vineyards and fruit-growing. Despite the visitor is (welcomed) by a huge pile of hanks of hemp, proposed as the region’s characteristic product, the (turning/change) is already taking place and the exposer (presenting 110 different kinds of fruit or the exhibition of the dairy production cycle) are premises to the directions that agriculture would have taken in the decades immediately after and that would have featured the region till recent times.
Meanwhile, industry becomes more and more connected with the canning and alimentary transformation sector and in the work pavilion (which reigns on the others) are the Majani chocolates kiosk, which manifactures its products at the moment, and the Bolognese cold meats one, that, besides, expose a huge kg 150 mortadella. Mechanics is the other big sector: the workshops are numerous and important, as the big Calzoni machine-shop. The textile factories, that counted productive realities of big dimensions too, are still aiming at hemp and silk but now, as also Vera Zamagni recalls, it’s a decading sector, with silk on the sunset avenue and hemp on the same way.
The Exposition, opened on May 6 in presence of the royal family and the Prime Minister Francesco Crispi, closes on November 11 after 189 days. There have been 500.000 visitors but, apart from the first period and the big (parties/holidays) in June for the VIII centenary of the University and in August for the inauguration of Ugo Bassi’s monument, in average, the visitors were less than one thousand a day. The manifestation, in fact, ends up with a big deficit, which, in the end, will be covered by Bologna’s Municipality and Province. Nevertheless, despite the economic failure, this, as all the other manifestations held during the year, including restores of a lot of public buildings, marks (the entering of Bologna/Bologna’s positioning) on her way towards modernization.

 

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