Monumento di Girolamo Legnani

Monumento di Girolamo Legnani

pittura murale 1806 circa

DOCUMENTI
BIBLIOGRAFIA
MONVMENTA INLVSTRIORA COEMETERII BONONIENSIS QVAE PETRONIVS RICCIVS AD FIDEM ARCHETYPORVM LINEARI PICTVRA EXPRESSIT AB ANNO I MDCCCI AD AN MDCCCXIII
Rizzi Petronio
1813 Bologna

Il monumento è dedicato al senatore Girolamo Legnani, appartenente ad una delle famiglie nobiliari più antiche e blasonate della città. Il dipinto murale venne eseguito verso il 1805 da Giuseppe Tadolini per le parti di figura e da Petronio Rizzi (o Ricci) per gli elementi di ornato. E' questo un caso rarissimo di monumento funebre decorato con un repertorio di immagini e simboli di ispirazione egizia, oltretutto non scolpito ma dipinto. Nel cimitero bolognese ne esiste solo un'altro esempio, ed è quello dedicato a Giovanni Guidi, eseguito un decennio più tardi. L'uso di elementi derivati dalla cultura egizia risale alla metà del '700, basti considerare le fantasie architettoniche e di arredo diffuse dal Piranesi con le sue incisioni. Sarà però solo dopo la spedizione di Napoleone del 1798 che in Europa si avrà modo di conoscere direttamente i manufatti di questa cultura perduta, lontana ed esotica. Il repertorio di immagini qui utilizzate diventa espressione della cultura massonica, allora largamente diffusa nei ceti medio-alti della società europea. Cultura questa alternativa, quando non ostile, al ruolo temporale della chiesa. Non è quindi un caso che tutte – o quasi – le tombe eseguite nella Certosa bolognese nel periodo 1801-1815 (gli anni napoleonici), vedano l'assenza di simboli cattolici 'romani', mentre appaiono simboli tratti da altre religioni, o al massimo dalla cultura paleocristiana.
Riportiamo un brano tratto dalle descrizione del monumento inclusa nella Collezione dei Monumenti Sepolcrali del Cimitero di Bologna, edito da Giovanni Zecchi tra il 1825 e il 1827. “...Monumento di Girolamo Legnani che sostenne in patria cariche dignitosissime: morì nel 1805 l'anno ottantesimo quarto del viver suo. Il monumento è opera dell'ornatista Petronio Rizzi, e del figurista Giuseppe Taddolini”.

Roberto Martorelli

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