Monumento Zanardi

Monumento Zanardi

Il 29 agosto 1922 l’avvocato Giulio Zanardi inoltra domanda al Comune di Bologna per la concessione di un’area sepolcrale in Certosa, successivamente acquistata in data 5 dicembre dal fratello Francesco al prezzo di 1.800 lire, per la tumulazione definitiva del nipote Libero.
Attivista socialista come il padre Francesco, Libero perse la vita il 9 giugno a Rimini a seguito delle percosse subite dai fascisti. Sindaco di Bologna dal 1914 al 1919, Francesco Zanardi guidò la città negli anni difficili della prima guerra mondiale. Passato alla storia come il «sindaco del pane», attuò una lunga serie di riforme volte all’emancipazione della classe lavoratrice. Trasferitosi definitivamente a Roma dopo la scomparsa del figlio e le ripetute aggressioni, durante gli anni bui del fascismo la polizia gli impedirà continuamente di far visita alla tomba del figlio su cui il 28 novembre 1928, vinto da un momento di sconforto, il fratello Giulio si toglierà la vita.
L’esecuzione del monumento funerario viene affidata a Montaguti che realizza un vivido ritratto di Libero accarezzato dalla brezza marina. Il tondo bronzeo è inserito in una struttura architettonica dalle linee geometriche essenziali di derivazione déco, con al centro un pilastro ionico contornato da festoni di alloro, volti a glorificare la memoria dell’eroe. La sepoltura Zanardi, meta di pellegrinaggio, diviene infatti durante il ventennio simbolo della lotta antifascista.

Le epigrafi riportano: LIBERO ZANARDI / 15 MAGGIO 1900 - 9 GIUGNO 1922 / AVV. GIULIO ZANARDI / 6 MARZO 1888 - 28 NOVEMBRE 1928 / DOTT. FRANCESCO ZANARDI / 6 GENNAIO 1873 - 18 OTTOBRE 1954 / ANGIOLINA RIZZI ZANARDI / 15 APRILE 1876 - 9 MARZO 1966

Federica Fabbro

Testo tratto da: Federica Fabbro, Silverio Montaguti (1870-1947), Bologna, Bononia University Press, 2012

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