Palazzina Majani

Palazzina Majani

DOCUMENTI
Portici di Bologna (I)
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I portici rendono la città felsinea unica al mondo. Giochi di luci, prospettive architettoniche, colonne e capitelli sempre diversi regalano immagini affascinanti e insolite.

Collocata a Bologna in Via Indipendenza n. 4, fu completata nel 1908 su commissione di Giuseppe Majani dall'impresa costruttrice di Angelo Brunetti e Francesco Gaiba, seguendo il progetto di Augusto Sezanne.
La credenziale che il cioccolatiere Majani presentava nel 1908 ai suoi concittadini con la realizzazione della palazzina in via Indipendenza, era indubbiamente singolare e ambiziosa. Il grande balcone semicircolare che si inseriva, come pausa stravagante, nella continuità dei portici costituiva certamente un elemento riconoscitivo e quindi un motivo pubblicitario di eccellente evidenza per il suo Caffè-pasticceria.
Tanto eccezionale risulta "l'acuto" del balcone e del portichetto semicircolare da non riuscire a legare neppure con il restante corpo di fabbrica. Se questa appendice un po' rococò (Bossaglia) potè rappresentare un episodio di costume nel contesto del costume bolognese del tempo, così rappresenta ancora un episodio a se stante nell'episodico fenomeno della palazzina (rispetto all'ambiente circostante).
Quanto è gestuale e prorompente il balcone, tanto è compassato e banale il fronte della palazzina vera e propria. Viene da pensare che la estemporaneità dell'ideazione del pittore-architetto abbia trovato più di un motivo di avvilimento lungo la strada della trascrizione compositiva corredata di preoccupazioni costruttive (alle quali provvidero L. Bertolazzi e G. Gandolfi).
Estrosità di linee e di decorazioni rimangono invece evidenti nei dettagli dei capitelli, delle mensole e della ringhiera, condotti secondo canoni di un buon Floreale.
L'edificio ha subito nel tempo varie trasformazioni: a partire dal 1937, quando gli arredi interni furono rinnovati dall'architetto Melchiorre Bega, per finire ai recenti interventi che lo hanno adattato (per cambio di destinazione d'uso) prima a sede di Istituto bancario e poi ad attività commerciale. Negli anni Cinquanta sarà ritrovo del bel mondo e vi sostarono artisti quali Totò, Wanda Osiris, Renato Rascel e Macario con le Bluebell.

Testo estratto da: Il Liberty a Bologna e nell'Emilia Romagna, catalogo della mostra , GRAFIS, Bologna, 1977. Trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

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