L'affondamento del sommergibile Nereide

Il sommergibile Nereide, costruito nel Regio Arsenale di Venezia, fu varato nel luglio 1913. Era una unità per medie crociere, dotato di due motori diesel e due motori elettrici, poteva raggiungere una profondità massima di 40 metri, la lunghezza dello scafo era di 41 metri e la sua larghezza 4 metri; l'equipaggio prevedeva due ufficiali e diciassette marinai; per il combattimento utilizzava tre tubi lanciasiluri.
Il Nereide fu il primo sommergibile ad uscire per una missione di guerra: la notte del 23-24 maggio 1915 infatti ricevette l'ordine di porsi in agguato al largo di Cattaro per intercettare naviglio nemico. Il Nereide ai primi di luglio del 1915 fu inserito nella squadra navale italiana che, assieme a navi inglesi e francesi, aveva il compito di sbarcare uomini e materiale sull'isola di Pelagosa per farla diventare un importante punto di appoggio dei sommergibili nel basso Adriatico. L'occupazione di Pelagosa avvenne il 10 luglio senza colpo ferire perchè sull'isola vi erano solo alcuni soldati austriaci addetti alle segnalazioni. Nei giorni successivi il nemico si fece vivo sporadicamente, e il vero attacco fu portato solo il 28 luglio con una squadra navale austriaca al completo e truppe da sbarco. Seguì una battaglia di terra e di mare durata diverse ore, poi gli austriaci ritirarono i soldati sulle navi e rientrarono alle basi di partenza.
Fino al 5 agosto non si ebbero altri fatti significativi e l'occupazione italiana di Pelagosa potè essere rafforzata. Quel giorno, alle 4,30 del mattino, il Nereide arrivò all'ormeggio sommergibili di Zadlo (Pelagosa Grande), da terra fu inviata una pilotina per agevolare l'attracco; stavano per concludersi le operazioni di approdo, quando il Nereide riavviò i motori e prese il largo iniziando l'immersione rapida. Da terra videro un siluro sfiorare lo scafo del sommergibile; schivata la minaccia il Nereide lanciò a sua volta. In quel momento del sommergibile italiano era visibile solo parte della torretta. Improvvisamente una violentissima esplosione ne squassò lo scafo: un secondo siluro lo aveva centrato in pieno. Erano le 5,30 del mattino. A lanciare era stato il sommergibile austriaco U-5, comandato dal tenente di vascello Georg von Trapp. L'U-5 finalmente individuato fu fatto segno da una nutrita salva di artiglieria italiana senza però essere colpito; riuscì così ad immergersi e ritornare incolume alla base. Da terra fu calata in mare una lancia per la ricerca dei superstiti ma nessun marinaio del Nereide fu ritrovato.
Al comandante del Nereide era Carlo del Greco, cui fu conferita la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare della marina italiana.
Nel gennaio del 1972 vennero avviate le operazioni di recupero del Nereide; l'11 giugno dello stesso anno a Spalato furono resi gli onori militari ai valorosi marinai italiani, poi i resti, entro 10 urne di zinco, furono trasportati nel cimitero di Brindisi.

Paolo Antolini

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